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sabato 23 novembre 2024

Pane toscano

Nel periodo del covid quando a scuola non si potevano fare le gite, la classe di mia figlia ha fatto una gita 'virtuale' in Toscana con tanto di tour e visite guidate interattive.

Per aumentare l'esperienza, purtroppo solo virtuale, le maestre hanno consigliato anche delle ricette tipiche toscane da cucinare al loro arrivo a casa da scuola.

Visto che non c'è pasto senza pane, ho deciso di provare a fare il pane toscano che a me piace davvero tanto. Così ho provato questa ricetta trovata in rete che non ho più abbandonato.



Pane toscano

Ingredienti della Biga

30 gr lievito madre (rinfrescato e raddoppiato)

40 gr acqua

60 gr farina Manitoba


Ingredienti dell’impasto principale

500 gr farina 0

330 gr acqua

la biga fatta con gli ingredienti sopra 

10 gr malto d’orzo diastatico o zucchero

Preparare la biga: sciogliere il lievito madre rinfrescato e raddoppiato con l’acqua, poi aggiungere la farina. Fare lievitare la biga a temperatura ambiente per 8/10 ore in una ciotola coperta.

Quando la biga è lievitata nella planetaria unire la farina per l'impasto con metà acqua, impastare in modo approssimativo e lasciare in autolisi.

Dopo 40 minuti - un'ora sciogliere la biga nella restante acqua e aggiungere il tutto al composto dell'autolisi, assieme al malto o zucchero. Impastare con la planetaria finché il composto diventa elastico e ad incordata avvenuta.

Lavorare un pò sul piano di lavoro con delle pieghe slap and fold. Se l'impasto risultasse troppo appiccicoso infarinare leggermente il piano ma non ungerlo.

Pirlare l’impasto e lasciarlo lievitare per un’ora sotto la ciotola.

Dopo questa prima lievitazione allargare l'impasto, fare una piega a tre, formare un rettangolo orizzontale, riportando la parte lunga verso l’interno e successivamente quella corta, sigillando bene.

Pirlare nuovamente l’impasto e metterlo a lievitare in una ciotola unta fino al raddoppio, tra le 4 e le 6 ore.

Quando l'impasto è raddoppiato formare il filone: sgonfiare l’impasto e stenderlo a rettangolo, prendere i due angoli e portarli all’interno e da lì cominciare ad arrotolare, senza stringere troppo. Se l’impasto risultasse molto appiccicoso a questo punto ci si può aiutare ungendosi le mani.

Mettere l’impasto a lievitare in un cestino da lievitazione allungato, oppure in una teglia di alluminio con carta da forno infarinata “armatura” per dargli la forma del filone.

Coprirlo e far lievitare fino quasi al raddoppio, quasi un paio d’ore.

Poi riscaldare il forno a 220 gradi con pentolino. 

Incidere il pane e infornarlo quando il forno è a temperatura.

Cuocere il pane a 220° per 20 minuti, poi a 200° per altri 15 minuti senza pentolino, poi 10/15 minuti a 180°, infine gli ultimi 5 minuti a spiffero.

Cuocere tenendo conto che il pane toscano deve tendere al nocciola e non deve essere troppo scuro.

Far raffreddare il pane nel forno aperto, poi appoggiato su una grata. 

Di solito preparo la biga alla sera, lasciandola lievitare di notte e inizio ad impastare di mattina.

PS spero che i toscani che leggeranno non me ne abbiano a male se non avessi rispettato dei passaggi. So infatti che il pane toscano è sottoposto ad un attento disciplinare, anzi ditemelo che proverò prossima volta con le vostre osservazioni. 

domenica 3 novembre 2024

Il Pan dei Morti

Il Pan dei morti è un tipico dolce ligure che viene preparato proprio in questo periodo, per il 2 novembre, in occasione del giorno dei defunti.

Si tratta di un biscotto speziato molto ricco al cioccolato.

Non manca mai sulla mia tavola in questo periodo dell'anno. Un po' perché mi piace tantissimo, un po' perché mi riporta alla mia infanzia.

Ho scoperto da poco che la stessa ricetta e tradizione è anche di Milano.

Ingredienti (per 20 biscotti circa): 

300 gr farina, 150 gr fichi secchi, 375 gr zucchero, 360 gr savoiardi, 130 gr amaretti di Sassello, 120 gr biscotti secchi, 70 gr cacao amaro in polvere, 1 cucchiaino di cannella, 70 gr mandorle, 70 gr pinoli, una grattugiata di noce moscata, 7 albumi d’uovo, 150 gr uvetta, una bustina di lievito in polvere, 125 ml di vin santo (o vino bianco), q.b. zucchero a velo 

Mettere l'uvetta nell'acqua.

Sbriciolare finemente amaretti, biscotti e savoiardi. Tritare mandorle e fichi secchi.  

Mettere il tutto in una ciotola, aggiungere: farina, zucchero, cacao, l'uvetta strizzata, pinoli, cannella, noce moscata. Per ultimo unire il lievito. Mescolare aggiungendo gli albumi. Poi continuando a mescolare aggiungere poco alla volta il vin santo. 

Mescolare con le mani fino ad ottenere un impasto omogeneo. 

Formare 20 biscotti a forma di rombo, mettendoli nella teglia ricoperta di carta da forno.

Tracciare sopra delle linee in diagonale che si incrocino oppure una croce.

Infornare in forno statico preriscaldato a 180' per 15 minuti.

Sfornare, lasciare intiepidire, spolverare di zucchero a velo.


Eventualmente le mandorle possono essere sostituite in tutto o in parte dalle nocciole tostate.


Si conservano qualche giorno in un contenitore chiuso, anzi il giorno dopo sono ancora più buoni.

sabato 30 settembre 2023

Dalla lievitazione con lievito di birra alla lievitazione naturale con pasta madre

Passare da una lunga lievitazione con lievito di birra ad una lunga lievitazione con pasta madre o lievito madre è stato da una parte facile, dall'altra complicato.

Durante il lockdown molti si sono cimentati nella panificazione. Io, invece, ho continuato a panificare come prima, facendo il pane per tutta la settimana una volta alla settimana e mettendolo in freezer, preparando pizza, focaccia, brioche, torte-brioche dolci e salate, danubi dolci e salati,... L' unica grande differenza è stata quella di adottare la lunga lievitazione per farmi durare il più possibile il lievito di birra che avevo in freezer, visto che in giro non ce n'era più.

Ho apprezzato molto quello che ne usciva: una lievitazione migliore, molto più digeribile e un miglior sapore. 

Così ho imparato a gestire l'impasto in frigo, a temperatura ambiente, ad incastrare la panificazione con le bimbe, le altre faccende di casa e il lavoro. Ho capito così le tempistiche e come organizzare le diverse fasi della lievitazione con tutto il resto.

Il fatto di essere a casa e di aver annullati vari impegni che erano obbligatoriamente, purtroppo, in pausa (es lo sport, gli amici e i parenti) mi ha consentito di sperimentare, sbagliare ed adattarmi a questa nuova modalità di gestione dell'impasto che prevede tempi lunghi e ben cadenzati, senza troppi errori e problemi.

A quel punto passare ad una lievitazione naturale non è stato difficile. Ho solo dovuto imparare a gestire il rinfresco e ad organizzarmi in base ai tempi di raddoppio e dei rinfreschi del lievito madre. Ma le basi e le tempistiche della lunga lievitazione le avevo ormai acquisite. Per cui da questo lato è stato davvero facile e dopo qualche mese era diventata una cosa talmente automatica da non doverci nemmeno pensare su.

La cosa difficile è stato avere il lievito madre. Come i fantasmi, di cui tutti ne parlano ma nessuno li ha visti, per me è stata trovare la pasta madre.. insomma non trovavo nessuno che avesse la pasta madre per farmela donare o vendere. Nessun amico, parente o anche negozio. Ho provato prima da tutti gli amici anche quelli che facevano in casa pane e pizza, ma tutti usavano lievito di birra o la pasta madre secca. Così ho iniziato a cercarla per negozi, da vari panettieri, laboratori di pasticceria che usavano la pasta madre per i loro prodotti; ma nulla. Neppure il negozio di farine bio da cui mi rifornivo che fino a prima del lockdown la teneva e che dopo invece non l'aveva più. 

Ormai però ero decisa. Essendo testarda, mi sono messa a documentarmi in rete e leggi qui e leggi là ho deciso che se volevo la pasta madre avrei potuto farmela da sola partendo da acqua e farina. E così è stato e ora ne sono molto fiera e soddisfatta.

venerdì 11 agosto 2023

La cucina italiana

 


Forse a volte non ne siamo consapevoli del valore che ha la cucina italiana, perché il sedersi a tavola per noi italiani è un gesto così automatico che non porta ad alcun tipo di riflessione.

Lo facciamo e basta.

A ben pensare però la cucina del nostro paese è immensamente ricca, varia, semplice, genuina, tradizionale e moderna.

È il frutto di una tradizione nella quale ogni italiano si rispecchia e la sente sua.

Ogni regione ha i suoi piatti e le sue specialità che spaziano dall'antipasto al dolce, dal vino al liquore. Inoltre ogni regione ha anche la sua tradizione in cucina, con determinate pietanze che si preparano solo in determinati periodi dell'anno o per determinate festività.

Queste specialità e queste tradizioni a volte variano addirittura all'interno della medesima regione, con delle peculiarità uniche diverse da provincia a provincia, da città a città, da paese a paese.

Sicuramente queste differenze in cucina sono dovute alla nostra storia e alle caratteristiche del nostro territorio.

L'Italia ha molti climi e caratteristiche geomorfologiche, culturali e storiche completamente differenti da regione a regione, a volte addirittura da città a città della medesima zona.

Per nostra fortuna abbiamo sempre avuto una gran varietà di alimenti a disposizione. Alcuni di questi, però, si trovano solo in alcune zone italiane e non in altre. Altri alimenti, invece, si trovano in tutto il territorio; alcuni, inoltre, pur presenti in diverse zone d'Italia, hanno gusto e caratteristiche differenti nelle diverse regioni, ad esempio l'olio d'oliva: quello ligure è sicuramente diverso da quello toscano o quello pugliese.

Così nel tempo gli alimenti sono stati oggetto di manipolazione in cucina in modo autonomo da parte delle nostre nonne, bis nonne e bis bis bis..nonne, arrivando a piatti unici e differenti. Gli stessi alimenti, infatti, sono stati combinati e cucinati in modo da creare piatti totalmente differenti da regione e regione, pur partendo dalle medesime materie prime di partenza. Ad esempio la pasta alla carbonara può essere una frittata di spaghetti.

La cucina italiana diventa così la somma di tante cucine, anche microlocalizzate.

La cucina italiana è così particolare e unica al mondo in quanto tale frammentazione e le sue caratteristiche non sono un limite, ma sono diventate un pregio. 

Le tradizioni culinarie regionali non sono infatti isole a sé stanti, molti piatti hanno valicato i propri confini, facendosi conoscere ovunque e proponendosi su ogni tavola italiana, come la pizza, il pesto, il panettone, il pandoro...

I piatti della nostra tradizione derivano dalla quotidianità dei nostri nonni, si tratta di una cucina casalinga nella quale vengono utilizzati gli ingredienti che si avevano, ovvero quelli reperibili a casa propria, quindi si rispettava non solo la specificità territoriale, ma anche la stagionalità. 

Di base la cucina italiana è sana, in quanto i cibi e i condimenti alla base di essa sono tutti nella dieta mediterranea: pane; pasta; cereali, come orzo e farro; legumi, come lenticchie, ceci, fagioli; pesce; tutti i tipi di carne; frutta; verdura; olio extravergine d’oliva e vino.

Però non troviamo tradizionalmente sulle nostre tavole solo alimenti originari del territorio italiano. Non bisogna dimenticare che l'Italia è stata in passato snodo di commerci internazionali, anche con terre lontane, per cui nella nostra cucina si sono introdotte spezie e alimenti provenienti anche da molto lontano, come ad esempio pomodori, patate o riso.

In cucina veniva, inoltre, privilegiata la semplicità e la qualità degli ingredienti. Non solo pochi ingredienti buoni, ma anche facilità nella preparazione. Senza tuttavia arrivare sempre ai soliti quattro piatti. Nello stesso tempo, infatti, venivano in famiglia preparati patti continuamente differenti nel tempo, anche solo per via delle stagioni.

Avendo questa cucina così ricca, varia, tradizionale noi italiani non solo apprezziamo la buona cucina, ma abbiamo la cultura nel e del piatto. 

La tradizione però si sposa anche alla ricerca della novità, avendo da sempre varietà, siamo curiosi di provare nuovi piatti, nuovi gusti, nuove esperienze a tavola. 

Credo che tutto questo avvenga proprio perché in tavola portiamo anche la cultura e le tradizioni, e non solo semplicemente una pietanza.

Questa ricchezza è unica in tutto il mondo e ci viene sicuramente invidiata.

Per questo forse mi piace cucinare, ma sicuramente è per questo che quando a casa nostra ci sediamo a tavola, il pasto diventa tradizione e novità, condivisione e un momento speciale della giornata!

martedì 1 agosto 2023

Insalate ricche!!

Chi lo dice che un'insalata debba essere triste??

A me piacciono gioiose, colorate e con diverse consistenze. Le mangio tutto l'anno ma d'estate davvero mi sbizzarrisco. Le cambio sempre così non mi stufo mai!

Complice il gran caldo, le mangio anche tutti i giorni. 

Partendo dalle verdure di stagione: diversi tipi di insalate (lattuga, gentilina, iceberg, indivia, rucola, dente di leone, radicchio, valeriana,...), pomodori, carote, peperoni, fagiolini, patate, sedano, finocchi, cetrioli o cipollotti, avocado ... le mixo con altri gustosi ingredienti: olive, diversi formaggi (mozzarella, parmigiano, toma, caprino, feta...), uova sode, tonno, mais, gamberetti, salmone affumicato, acciughe, petto di pollo, noci, nocciole, arance, semi di girasole, germogli di soia, sottaceti vari (melanzane, zucchette, pomodori secchi...),...

Mi piace molto pomodori, cetrioli, feta, olive e cipollotto. Oppure la classica caprese: pomodori e mozzarella. Ma anche pomodori, carote grattugiate con un poco di limone, mozzarella, mais e insalata.

Sempre tutto condito con un filo di olio extravergine di oliva, un pizzico di sale, aceto o aceto balsamico ed eventuali gusti come origano e/o basilico.



lunedì 11 aprile 2022

Zero sprechi in cucina: muffin banana e cioccolato

Nella mia cucina vige la regola tramandatami da mia nonna: il cibo non si spreca.

Cerco, pertanto, non solo di non buttare cibi, facendo attenzione a scadenze, a conservare al meglio quello che ho e a comprare quanto davvero consumiamo. Ma anche a scovare e seguire accorgimenti al fine di usare il più possibile le materie prime e, nel caso in cui mi ritrovo un surplus di un qualcosa o qualcosa in scadenza, di trovare la soluzione furba per conservarlo o mangiarlo diversamente.

A volte compro apposta la confezione 'famiglia' o frutta e verdura a cassetta per risparmiare o l'offerta al 50% perché vicino a scadenza. Poi cucino o monoporziono e poi surgelo, o faccio conserve o marmellate, o metto sott'olio e sott'aceto.

Certo mi ci è voluto del tempo per imparare, ma alla fine è una gran soddisfazione. Non solo si hanno notevoli risparmi di soldini, ma si riesce a fare la differenza anche per l'ambiente, non sprecando risorse ed energia. E inoltre mi ritrovo con cibi pronti surgelati, conserve, marmellate, verdure sott'olio... sane in quanto fatto tutto in casa.

A volte basta poco per trasformare un qualcosa da mangiare controvoglia in quanto non più troppo buono in qualcosa di sano e goloso. Da tempo, ad esempio, le banane troppo mature per essere mangiate non sono un problema, anzi diventano una golosa opportunità. Anche se faccio attenzione ogni tanto mi capita di ritrovarmi con una banana troppo matura, ancora buona ma stucchevole a mangiarla così..

..così la trasformo in muffin banana e cioccolato.

Anzi, se è tanto matura i muffin sono ancora più buoni!!



domenica 11 aprile 2021

Pane, focaccia e pizza a lunga lievitazione

Da sempre faccio il pane e la pizza in casa, e da sempre la facevo assieme a mia mamma o a mia nonna. 
Preparo da almeno quindici anni il pane, una volta a settimana, poi lo surgelo e lo uso per l'intera settimana. E poi la focaccia, che da buona ligure, oltre che per la merenda, la finisco anche per pucciare al mattino nel cappuccino. Per non parlare della fugàssa co-e çiòule (focaccia con le cipolle).
Nel tempo mi hanno passato anche due buone ricette dolci con il lievito di birra: una per le brioche e un'altra per una ciambella brioche.
Di sabato, se non avevamo uscite in programma, impastavo anche la pizza per il tradizionale sabato sera 'pizza e film'.
Con la nascita delle bimbe per alcuni periodi, per poter sopravvivere, ho messo il tutto in pausa, comprando il pane e la pizza già pronta, oppure comprando l'impasto o anche la base già stesa surgelata.
Per forza di cose il tempo era molto poco e preferivo usarlo per altre cose che al momento erano prioritarie.
Per fortuna è stato un periodo, passato quasi un anno dalla nascita della più grande, sono riuscita a riprendere la tradizione del fare la pizza, la focaccia e il pane a casa.
Mi sono ritrovata anche con una folletta aiutante inizialmente molto pasticciona, ma, con il tempo, sempre più d'aiuto nella loro preparazione. 
Stessa pausa con la seconda, ma di durata minore rispetto al primo stop, poi tutto è tornato come prima. Anzi la tradizione 'pizza e film' si è consolidata e in più ora mi trovo con ben due aiutanti in cucina. Anche a loro, per fortuna, piace molto cucinare e pasticciare come a me.
Ho da sempre usato il lievito di birra fresco, così ho imparato da mia mamma, da qualche anno però mi sono 'convertita' alla lunga lievitazione.
I pregi sono tanti, primo fra tutti la migliore digeribilità dei lievitati, ma sono anche più buoni.
Diventano più morbidi dentro e più croccanti fuori. Lievitano sicuramente meglio.
Finisco per usare solamente 5 gr di lievito di birra per 1 kg di impasto al posto dei 20/25 gr usati quando facevo una lievitazione breve.
Il più delle volte l'impasto lo preparo il giorno prima e poi lo lascio quasi 20 ore in frigo.
Ovviamente, in caso di urgenza, non mi schifo a fare una lievitazione breve. Ma, anche quando non riesco ad impastare il giorno prima, cerco comunque di farlo al mattino e faccio lievitare per almeno 8 / 10 ore, fuori frigo. E va bene uguale, è pur sempre una lunga lievitazione.
Trascorso il giusto tempo, faccio le pieghe e divido in panetti. Per il pane piego nuovamente i panetti e chiudo dando forma ai panini rettangolari o piego e pirlo - beh ci devo pur ficcare un termine tecnico giusto per darmi un po' di tono 😜 ! - per quelli tondi.
Qualsiasi cosa io faccia (pane, pizza, focaccia o brioche) lo lascio lievitare ancora per 2 ore nella teglia.
Questo mi ha salvato nello scorso lockdown quando il lievito è diventato introvabile. La mia scorta in freezer di lievito, che compro ad etti dal panettiere, mi dura tantissimo, visto la minima quantità che utilizzo per ricetta.

Pane e focaccia prima della cottura.

Pizza estiva: integrale con pomodorini, mozzarella, melanzane grigliate e scaglie di parmigiano.

Pizza crudo, rucola e scaglie di parmigiano.

Focaccia con le cipolle.

Con lo scorso lockdown, quindi, non ho cambiato nulla nel mio panificare, ma ho imparato a fare da me le piadine e i panini per gli hamburger, quelli con i semi di sesamo sopra morbidissimi e dolci, che ancora compravo.
Ora che sono passata a questi fatti in casa non siamo più tornati indietro, perché non hanno assolutamente eguali.
So che non si può mai smettere di imparare. Per fortuna ho sempre voglia di mettermi in gioco e imparare. Quindi ho deciso di evolvermi ulteriormente... 
In cosa? Provate ad indovinare.
Alla prossima.


Ultime cose imparate: piadine e panini soffici per hamburger


domenica 21 febbraio 2021

Risotto gorgonzola e noci

Oggi ho preparato il risotto gorgonzola e noci, sembra un piatto complicato invece è davvero facile da preparare, ma di grande effetto, come un piatto da gourmet!

Ecco le dosi per 4 persone
300 g riso
300 g circa di brodo di carne o vegetale
100 g Gorgonzola (dolce o piccante)
120 g gherigli di noci
parmigiano grattugiato o grana
Cipolla
Vino bianco

Procedete come un normale risotto. Per la migliore riuscita è importante sempre seguire bene tutti i passaggi: soffritto, tostare il riso, sfumare con il vino bianco e poi aggiungere il brodo. Inoltre io uso la pentola di coccio, trovo che alcuni piatti come il risotto e le zuppe vengano molto più saporite se cotte in una pentola di coccio.
Quindi si fa il soffritto con la cipolla e l'olio, poi si aggiunge il riso e si deve mescolare tostandolo per bene. Si sfuma con il vino bianco e infine si aggiunge il brodo.
Io che ormai ho l'occhio confesso che lo aggiungo quasi tutto insieme e poi mi limito a girare solo ogni tanto. All'inizio però lo aggiungevo poco alla volta e continuavo a mescolare, stando sempre al fornello.
Adesso che, dopo anni e dopo tantissimi risotti, riesco a capire quanto ne serve, nonostante la quantità di brodo dipenda anche dal tipo e marca di riso usato, per cui ne aggiungo parecchio all'inizio e poi alla fine faccio solo dei rabbocchi.
A metà cottura si devono aggiungere al risotto le noci tritate in parte in granella fine, ma alcune in maniera grossolana.
A fine cottura si deve unire il gorgonzola mescolando bene e poi, quando è sciolto, spengo il fuoco, coperchio e manteco per alcuni minuti. 
Alla fine si serve il risotto noci e gorgonzola bello caldo con una bella grattugiata di parmigiano e volendo qualche gheriglio di decorazione 



venerdì 29 gennaio 2021

Anelli di totano al forno

Oggi giornata pesce!!!

A pranzo branzino al cartoccio e stasera pasta con sugo di pesce e anelli di totano al forno. Veloci e buonissimi.

Pronti per il forno!!


mercoledì 9 ottobre 2019

Cinque minuti al tiggggiiiì!!!

La Parodi ha fatto scuola con la sua rubrica 'cinque minuti al tg!'.
Quello che lei fa nel suo programma è quello che più o meno finisco per fare io quasi tutte le sere.
Pur di portare a tavola qualcosa di diverso dalla solita pasta o dalla solita bistecca ai ferri mi ritrovo a fare i salti mortali, cucinando quel piatto per i quale ci vorrebbero due ore, concentrando il tutto in un'oretta scarsa (compresa la cottura!).
E a volte manco raccogli il giusto tributo dalla famiglia che non ha fame o 'mamma non piace'.
Oppure finisci a cimentarti per quella ricetta che dovrebbe essere pronta in cinque minuti, a detta del libro di ricette o dell'amica o del programma TV, ma che manco Spidy Gonzalez riuscirebbe a fare in cinque minuti!
Sicuramente quello che faccio io lo faranno mille e più mamme che lavorano a tempo pieno con la voglia di cucinare e non la solita minestra tutti i giorni.
Per cui stasera in quattro e quattr'otto ecco qui una lonza di maiale al forno con patate e carote.
Le carote mi sono rimaste un po' grille ma .. buonissimo!! E in tavola i piatti per fortuna  sono stati svuotati e ripuliti a dovere!


venerdì 6 settembre 2019

Marmellata di pesche e convinzioni

Che cosa bolle in pentola?


Una mia amica mi ha regalato un'intera cassetta di pesche del suo orto. Di quelle pesche piccole e brutte ma super buone e soprattutto davvero bio. Quelle che non si comprano nel negozio perché la gente non comprerebbe in quanto bruttine...e non sa cosa si perde...
Io non sono ancora abituata alla frutta e verdura super bella, senza alcun difetto, senza sporco e senza animaletti nascosti dentro, identica anche nella misura ma ahimè senza gusto. Non riesco a mangiare una pesca che sappia poco di pesca o addirittura che non ne sappia proprio, né un pomodoro o una fragola che non abbia il gusto di pomodoro o fragola.
Comunque, tornando alla cassetta di pesche, erano davvero troppe e alcune erano toccate e ammaccate, pur essendo ancora mangiabili ma nel giro di pochi giorni non lo sarebbero più state. La mia amica al mio 'ma sono troppe non riusciamo a mangiarle tutte!' mi suggerisce di fare la marmellata.
E io sbigottita. 
'Come la marmellata di pesche????'
In pratica in casa mia si è sempre fatta la marmellata in casa...ma di albicocche, prugne, susine... Mia suocera la fa anche di pere, ciliegie e fragole... 
Per cui per mia fortuna ho sempre avuto il rifornimento di buona marmellata fatta in casa!!
Le poche volte che ho comprato la marmellata l'ho presa di albicocche, fragola o frutti di bosco.
Mai mi sono soffermato sui gusti delle marmellate negli scaffali dei supermercati.
Mia mamma, quando poi le chiedo, serafica mi risponde 'Certo che si può fare e so anche come, ma non l'ho mai fatta perché essendo più acquosa deve bollire più delle altre, però è molto buona!'.
Ecco una mia convinzione che si è sfatta.
Meno male che sono dell'idea che fino alla fine si può imparare cose nuove e che a volte quel che si crede spesso non è!!

Così, ecco cosa bolle in pentola!
E quattro bei vasetti ne sono venuti oltre a tutte le pesche mangiate così come erano.


martedì 20 agosto 2019

Improvvisazione in cucina

Ma sì, stasera faccio risotto con zucchine e gorgonzola!!
Poi sbirciando nel frigo... l'ispirazione cambia e nella pentola di coccio ci finisce sì il riso per un bel risottino, e poi anche il gorgonzola, ma mi ritrovo a fare un risotto al radicchio e gorgonzola!!
Bisogna imparare ad essere flessibili ed improvvisare anche in cucina. Ho quasi imparato e mi improvviso con ottimi risultati..
Neanche a dirlo ..risotto spazzolato!


giovedì 29 dicembre 2016

martedì 13 ottobre 2015

Ricettina facile facile e piccola divagazione sullo svezzamento

E dei filetti di merluzzo al curry fatti ieri sera è rimasto solamente un poco di sughino nella pentola.
Sono davvero piaciuti sia al grande, sia alla piccola. Divorati da tutti.
Le spezie non piccanti e i gusti, compreso aglio e cipolla, li ho sempre usati in cucina: sia in gravidanza, sia finora in allattamento e nello svezzamento. 
Io usavo già di mio poco sale, ora lo uso ancora meno, se non nulla in alcuni casi.
E fa bene a noi e va bene a lei.
Vabbè sto divagando.... sullo svezzamento avrei da dire tanto la mia ma non voglio tediarvi troppo con il mio personale pensiero e la mia piccola esperienza.
Magari con tranquillità potrei fare un post apposito così chi non è interessato lo salta a piè pari....
Stavo dicendo i filetti di merluzzo al curry....non avevo ancora provato questa ricetta che ho scovato ieri in rete, ma ora me la segno perché è facile, veloce e buona.
Così come l'ho trovata ve la rivendo....
Le dosi sono per tre. 
Ho fatto un soffritto con una cipolla piccola.
Poi ho aggiunto una scatola di pelati, pochissimo sale, un pizzico di zucchero, una fogliolina di alloro e un cucchiaino raso di curry.
Ho fatto andare a fuoco medio per dieci minuti con un coperchio.
Poi sopra al sugo ci ho adagiato i tre filetti di merluzzo (quelli surgelati puliti e belli pronti) ancora surgelati e ho fatto cuocere sempre con il coperchio per altri dieci minuti, finché i filetti erano cotti, aggiungendo un po' d'acqua quando si asciugavano troppo.
Veloce no?! .. e vi assicuro buona.
Non riesco più a caricare foto sul blog (sarà che dal cellulare in linguaggio html non ne sono capace) altrimenti vi metterei una foto della pentola con il poco sughino rimasto a riprova della bontà! :)

sabato 2 maggio 2015

Serata e cena...

La serata di ieri è stata particolare nel senso che ho rispolverato una mia certa pentola che da un po' non usavo e ne ho approfittato per organizzare una cena a tema... peccato che non ho gustato del tutto la serata perché la piccola A. non è stata tanto bene.
A chi vuol vincere facile voglio postare una foto del desco e chiedere: indovinate che tipo di cibo ho servito e a che pentola mi riferisco!!!

lunedì 9 giugno 2014

Shhh silenzio!

Silenzio!
Mi sto godendo questo silenzio, mio marito è in trasferta ma torna domani, la piccola A. si è addormentata inaspettatamente mentre le facevo l'aerosol.
Lei ha un piccolo sensore installato che la fa svegliare non appena si rientra a casa, appena varchiamo la porta di casa e la 'parcheggio', manco il tempo di togliermi la giacca o le scarpe e lei 'weeee'.
Lo stesso sensore le permette di svegliarsi non appena mi connetto ad internet, mi dà il tempo di accendere il computer, avviare i programmi ma non appena apro la pagina internet o mi apro la posta... ecco... 'weeeee'!
Ma ora in questo momento no, questo sensore sarà un attimo staccato...
...quindi mi godo questo silenzio e mi prendo un attimo di stacco internettiano.
Poi per carità A. è bravissima, a volte fin troppo... tipo stasera che si è addormentata con tutto il 'wwwww' dell'aerosol e anche sto pomeriggio tutta sorrisi, trilli e gridolini!
Sono anche riuscita a cucinare con calma e tranquillità mentre lei schiacciava un altro riposino, così mi sono messa ai fornelli e ho cucinato riso e lenticchie.
Era da tanto che volevo provare questo piatto, consigliato da mia sorella e stasera l'ho preparato. Buono. Da rifare sicuramente.
Anche la scorsa settimana c'è stato un giorno in cui sono riuscita a cucinare e mettere su una bella cenetta messicana. Avevo un avocado e che cosa c'è di meglio di una fajitas con il guacamole?



Con il guacamole poi ho scoperto e provato una ricettina niente male, semplice, veloce e sfiziosa.
Oltre al guacamole servono solo dei filetti di merluzzo surgelati, si passano nella farina ancora surgelati, un pizzichino di sale, poi in una padella antiaderente con un filino d'olio, cuocendoli fino a che si forma una crosticina croccante.
Si servono caldi con il guacamole spalmato sopra.
La ricetta l'avevo trovata su una rivista ma era molto più complicata, l'ho ridotta all'osso e semplificata ma anche così è molto buona!
Un bel contrasto tra freddo e caldo, croccante e morbido, salato e dolce.
Se la provate questa ricetta ditemi che ne pensate.
Beh che dire... sembra che la pace continui... magari riesco anche a leggermi la posta! :)

mercoledì 27 febbraio 2013

Pollo al miele con patate al forno

Questa domenica ho fatto una ricettina particolare ma molto facile.
Vorrei condividerla con voi.
In un piatto fondo metto un cucchiaio di miele (50 gr), 50 gr di olio d'oliva, 50 gr di aceto oppure 20 gr di aceto di vino e 40 gr di succo di limone (se ho il limone nel frigo...), mezzo cucchiaino di senape, sale, 3 spicchi d'aglio schiacciati. Mescolo bene il tutto.
Prendo 4 cosce di pollo, fusi o sovracosce non importa, pulite, spellate e incise e le metto nel piatto girandole nel sugo. Le lascio in frigo a marinare per almeno un'ora, girandole ogni tanto.
In una teglia preparo le patate a pezzetti. Le salo, verso un mezzo bicchiere d'acqua, il mio forno è a gas e senza si asciugerebbero troppo, poi sopra ci posiziono le cosce di pollo. Ci verso sopra un po di marinatura (non tutta).
In forno a 180° per circa 45 minuti. A metà cottura giro le patate e le coscette, invece ogni tanto con un cucchiaio ci verso il sugo rimasto fino a finirlo.
Pronto: gnam!

martedì 25 settembre 2012

Piccoli e semplici esperimenti in cucina...

Ho tentato due piccoli e semplici esperimenti in cucina ed entrambi sono perfettamente riusciti.
Faccio la torta verde da anni, in tutti i modi e con tutte le verdure possibili. All'inizio dell'estate un giorno volevo farla ma non avevo in casa nè la pasta sfoglia, che compro sempre pronta, nè il lievito di birra per fare la pasta seguendo la ricetta della torta pasqualina ligure. Così mi sono data alla pasta brisè. Da quel giorno ho scoperto questa ricetta facile e veloce senza necessità di avere in casa pasta sfoglia o lievito di birra.
Per una teglia di 26 cm circa senza la copertura sopra, lavoro velocemente 70 gr d'acqua fredda, 50 gr di burro e 50 gr di margarina appena tolti dal frigo, 200 gr di farina, un pizzico di sale. Quando ho una pasta elastica la metto in un contenitore chiuso o la avvolgo nella pellicola trasparente e la faccio riposare in frigo per almeno 40 minuti. Poi la stendo molto velocemente con il mattarello. A parte il fatto di non dover far sciogliere troppo il burro, altrimenti resta appiccicosa, non è difficile nè complicato.
Il secondo esperimento riuscito è stato la guarnitura della torta verde. L'altro ieri dopo aver messo il ripieno e prima di infornare ci ho semplicemente messo sopra delle fette di pomodoro fresco e delle sottilette a pezzettini.
Un tocco di colore, di novità e di gusto... e oplà la torta verde è servita!

mercoledì 11 luglio 2012

basilico aglio pinoli pecorino parmigiano... pesto!!

E' il momento dell'anno in cui come una formichina e da buona ligure prendo il basilico appena colto e aggiungendo gli altri ingredienti giusti preparo il pesto.Ne preparo tanto, lo metto in piccoli vasettini e poi dritto nel freezer.
Ho così le mani che sanno di aglio e se passasse da qui un vampiro scapperebbe a gambe levate! ....ma avrò il pesto pronto per tutto l'anno!
Adoro l'odore del pesto...

giovedì 21 giugno 2012

riso in padella con verdure


Ultimamente non mi metto spesso ai fornelli per provare nuovi piatti ma l'altro giorno sono riuscita a reinventare un piatto sfizioso usando ciò che avevo in casa con un certo successo.
Basta infatti avere 3 carote, 2 uova, una scatoletta di piselli, 200 gr di riso, sale e spezie (va bene il curry oppure se si vuole piccante un pò di peperoncino e/o paprika). Il riso che avevo io era quello basmati integrale, ma va benissimo qualsiasi tipo di riso.
Ho sbattuto le uova con un pizzico di sale e ho fatto un'omelette, poi l'ho tagliata a striscioline e l'ho messa da parte. Nella padella dove ho cotto l'omelette vi ho messo le carote pulite e tagliate a fettine con un poco di olio e le ho fatte cuocere.
Nel frattempo ho cotto il riso. Quando le carote erano quasi cotte e il riso era cotto, ho scolato il riso e l'ho buttato in padella con le carote e i piselli della scatoletta. Ho aggiunto le striolisce di omelette e un pò di spezie.
Ho saltato il tutto nella padella e voilà un riso alle verdure colorato e leggero, nonchè buono!