Visualizzazione post con etichetta vita vissuta. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta vita vissuta. Mostra tutti i post

domenica 1 maggio 2022

Zero sprechi in cucina: le bucce e gli scarti

Prima di andare avanti, una precisazione. Non ambisco ad essere la guru dell'utilizzo senza sprechi, anzi proprio l'opposto.

Ho la convinzione che tutto debba essere usato il meglio possibile e quindi sono da sempre e tutt'ora alla ricerca di idee, suggerimenti e consigli. Qui non voglio sbandierare la mia capacità, ma la mia ricerca e i piccoli trucchetti acquisiti che magari potrebbero essere utili ad altri. Ne sarei felice, perché se tutti sprechiamo meno, meno depauperiamo il nostro pianeta e meglio viviamo tutti. E nello stesso tempo magari potrei raccoglierne qui direttamente se qualcuno avesse qualche cosa da suggerire nei commenti.

Spesso tutti i miei accorgimenti mi arrivano da cose viste in casa fatte da mia nonna o mia mamma. Ma anche consigli di amiche e colleghe, oppure essere capitata per caso a determinati eventi è stato utile.  Anche se ultimamente internet mi viene molto d'aiuto. Basta fare la ricerca e trovi idee, consigli e ricette preziose. 

Ad esempio, per caso, ho trovato su internet la presentazione del 'Grande libro delle bucce' di Lisa Casali e questo mi ha aperto un nuovo mondo di opportunità e ho iniziato a leggere i suoi blog e i suoi libri. 

Ho scoperto così che qualcosa già facevo, tipo utilizzare il carciofo in tutto e per tutto o la parte verde del finocchio; qualcosa potevo migliorare, ad esempio sfruttare anche la buccia della zucca, già usavo i semi tostati come sano snack da sgranocchiare, mentre altro dovevo proprio imparare.

lunedì 11 aprile 2022

Zero sprechi in cucina: muffin banana e cioccolato

Nella mia cucina vige la regola tramandatami da mia nonna: il cibo non si spreca.

Cerco, pertanto, non solo di non buttare cibi, facendo attenzione a scadenze, a conservare al meglio quello che ho e a comprare quanto davvero consumiamo. Ma anche a scovare e seguire accorgimenti al fine di usare il più possibile le materie prime e, nel caso in cui mi ritrovo un surplus di un qualcosa o qualcosa in scadenza, di trovare la soluzione furba per conservarlo o mangiarlo diversamente.

A volte compro apposta la confezione 'famiglia' o frutta e verdura a cassetta per risparmiare o l'offerta al 50% perché vicino a scadenza. Poi cucino o monoporziono e poi surgelo, o faccio conserve o marmellate, o metto sott'olio e sott'aceto.

Certo mi ci è voluto del tempo per imparare, ma alla fine è una gran soddisfazione. Non solo si hanno notevoli risparmi di soldini, ma si riesce a fare la differenza anche per l'ambiente, non sprecando risorse ed energia. E inoltre mi ritrovo con cibi pronti surgelati, conserve, marmellate, verdure sott'olio... sane in quanto fatto tutto in casa.

A volte basta poco per trasformare un qualcosa da mangiare controvoglia in quanto non più troppo buono in qualcosa di sano e goloso. Da tempo, ad esempio, le banane troppo mature per essere mangiate non sono un problema, anzi diventano una golosa opportunità. Anche se faccio attenzione ogni tanto mi capita di ritrovarmi con una banana troppo matura, ancora buona ma stucchevole a mangiarla così..

..così la trasformo in muffin banana e cioccolato.

Anzi, se è tanto matura i muffin sono ancora più buoni!!



domenica 11 aprile 2021

Pane, focaccia e pizza a lunga lievitazione

Da sempre faccio il pane e la pizza in casa, e da sempre la facevo assieme a mia mamma o a mia nonna. 
Preparo da almeno quindici anni il pane, una volta a settimana, poi lo surgelo e lo uso per l'intera settimana. E poi la focaccia, che da buona ligure, oltre che per la merenda, la finisco anche per pucciare al mattino nel cappuccino. Per non parlare della fugàssa co-e çiòule (focaccia con le cipolle).
Nel tempo mi hanno passato anche due buone ricette dolci con il lievito di birra: una per le brioche e un'altra per una ciambella brioche.
Di sabato, se non avevamo uscite in programma, impastavo anche la pizza per il tradizionale sabato sera 'pizza e film'.
Con la nascita delle bimbe per alcuni periodi, per poter sopravvivere, ho messo il tutto in pausa, comprando il pane e la pizza già pronta, oppure comprando l'impasto o anche la base già stesa surgelata.
Per forza di cose il tempo era molto poco e preferivo usarlo per altre cose che al momento erano prioritarie.
Per fortuna è stato un periodo, passato quasi un anno dalla nascita della più grande, sono riuscita a riprendere la tradizione del fare la pizza, la focaccia e il pane a casa.
Mi sono ritrovata anche con una folletta aiutante inizialmente molto pasticciona, ma, con il tempo, sempre più d'aiuto nella loro preparazione. 
Stessa pausa con la seconda, ma di durata minore rispetto al primo stop, poi tutto è tornato come prima. Anzi la tradizione 'pizza e film' si è consolidata e in più ora mi trovo con ben due aiutanti in cucina. Anche a loro, per fortuna, piace molto cucinare e pasticciare come a me.
Ho da sempre usato il lievito di birra fresco, così ho imparato da mia mamma, da qualche anno però mi sono 'convertita' alla lunga lievitazione.
I pregi sono tanti, primo fra tutti la migliore digeribilità dei lievitati, ma sono anche più buoni.
Diventano più morbidi dentro e più croccanti fuori. Lievitano sicuramente meglio.
Finisco per usare solamente 5 gr di lievito di birra per 1 kg di impasto al posto dei 20/25 gr usati quando facevo una lievitazione breve.
Il più delle volte l'impasto lo preparo il giorno prima e poi lo lascio quasi 20 ore in frigo.
Ovviamente, in caso di urgenza, non mi schifo a fare una lievitazione breve. Ma, anche quando non riesco ad impastare il giorno prima, cerco comunque di farlo al mattino e faccio lievitare per almeno 8 / 10 ore, fuori frigo. E va bene uguale, è pur sempre una lunga lievitazione.
Trascorso il giusto tempo, faccio le pieghe e divido in panetti. Per il pane piego nuovamente i panetti e chiudo dando forma ai panini rettangolari o piego e pirlo - beh ci devo pur ficcare un termine tecnico giusto per darmi un po' di tono 😜 ! - per quelli tondi.
Qualsiasi cosa io faccia (pane, pizza, focaccia o brioche) lo lascio lievitare ancora per 2 ore nella teglia.
Questo mi ha salvato nello scorso lockdown quando il lievito è diventato introvabile. La mia scorta in freezer di lievito, che compro ad etti dal panettiere, mi dura tantissimo, visto la minima quantità che utilizzo per ricetta.

Pane e focaccia prima della cottura.

Pizza estiva: integrale con pomodorini, mozzarella, melanzane grigliate e scaglie di parmigiano.

Pizza crudo, rucola e scaglie di parmigiano.

Focaccia con le cipolle.

Con lo scorso lockdown, quindi, non ho cambiato nulla nel mio panificare, ma ho imparato a fare da me le piadine e i panini per gli hamburger, quelli con i semi di sesamo sopra morbidissimi e dolci, che ancora compravo.
Ora che sono passata a questi fatti in casa non siamo più tornati indietro, perché non hanno assolutamente eguali.
So che non si può mai smettere di imparare. Per fortuna ho sempre voglia di mettermi in gioco e imparare. Quindi ho deciso di evolvermi ulteriormente... 
In cosa? Provate ad indovinare.
Alla prossima.


Ultime cose imparate: piadine e panini soffici per hamburger


domenica 4 aprile 2021

Buona Pasqua!

Non ce la posso fare... 

Non perché siamo di nuovo a passare una Pasqua in lockdown. Sono abbastanza brava per riuscire a godere delle piccole cose in ogni situazione. 

Infatti, anche stavolta, abbiamo passato una gioiosa e serena giornata nella nostra famiglia ristretta. Per fortuna anche da soli, noi quattro, siamo un portento e riusciamo a stare davvero bene. Le bimbe sono gioia allo stato puro per sé stesso e per noi.

Sto parlando del mangiare.. del troppo mangiare...

A pranzo due antipasti, risotto al taleggio, costine glassate grigliate, insalata e tarassaco, frutta, colomba e un po' di cioccolato dell'uovo.

A sera una tisana digestiva, o meglio quella che mi compro per l'inverno. Io la chiamo tisana natalizia con arancia, rosa canina, chiodi di garofano, cannella... che prima di bere annuso e annuso e annuso.

Non ho più l'età per le abbuffate.

Ahh, a proposito: buona Pasqua!

giovedì 31 dicembre 2020

Un augurio per il 2021

 


Quest'anno siamo rimasti bloccati come l'acqua viene intrappolata dal gelo..


..io auguro che il 2021 sia l'anno in cui i nostri cuori leveranno il loro canto perché finalmente potremmo rivederci e riabbracciarci nuovamente!!!

mercoledì 23 dicembre 2020

La pizza preNatale di nonna e la panificazione

Da sempre ho aiutato mia mamma o mia nonna a preparare il pane, la focaccia o la pizza in casa.
Panificare è per me una marea di ricordi, perché quando lo faccio rivedo mia nonna, lei che impasta, noi che la aiutavamo, mia mamma che infornava il pane o la pizza o la focaccia, il profumo che inebriante raggiungeva ogni angolo della casa, i racconti della nonna di quando con nonno vendeva il pane in bottega e del lavoro nel forno, i racconti di mia mamma che ha vissuto tutto ciò da piccola in quanto vivevano nel retrobottega ...
Mi vengono, poi, in mente le tavolate con i miei zii e cuginetti per la tradizionale pizza preNatale a cui mia nonna ci invitava, tutti stretti e tutti felici, per scambiarci gli auguri, storie, regali da mettere sotto l'albero, baci e abbracci.
La condivisione di portate preparate dalle tre famiglie che messe nel frigo di mia nonna o sul tavolo della sua cucina si confondevano, diventando un insieme inebriante di colori, sapori e profumi...
Quella serie di antipasti che anticipavano la pizza di nonna, il piatto forte della serata. Serata attesa per tutto il mese di dicembre, come fosse Natale, e immancabile ma speciale, perché capitava solo una volta all'anno ma era davvero voluta e condivisa.
La tavola della cucina tutta in disordine con piatti, coltelli, bicchieri puliti, con le pietanze da servire e poi con tutti i piatti spazzolati e sporchi dopo.
Noi bimbi che giocavano, ridevamo, ci rincorrevamo e ci litigavamo per ogni dove della casa di nonna. E poi il richiamo: 'A tavola!!', anzi i richiami a più voci di nonna, nonno, mamma, papà e zii e zie: 'A lavarsi le mani e a tavola!' 'Bimbi a tavola!' 'E' pronta!' 'A lavarsi le mani!' 'Veloci. A tavola!'.... e il prendere posto a tavola in modo disordinato e rumoroso 'Tu qui' 'No tu là' 'Sì, mettiti vicino a zia' 'Tu vicino a me' 'Posso mettermi vicino a papà?'... 
L'andirivieni delle portate e dei piatti lungo il corridoio dalla cucina alla sala, avanti e indietro, avanti e indietro, tra chiacchiere e brindisi.
E poi arrivavano le pizze!!!
Le pizze sfornate una dopo l'altra, non mancava mai quella con i funghetti che piaceva tanto a noi bambini, oppure quella con l'aglio e le acciughe senza la mozzarella per mio zio.
Per finire l'immancabile e squisita macedonia di Natale che nonna preparava con le noci e le mandorle pazientemente sbucciate, le arance, le mele tagliate piccole piccole, il succo di arancia e anche un pò di liquore. Già qualche giorno prima iniziava con la frutta secca, seduta al tavolo della cucina, a sgusciarla, metterla nell'acqua tiepida e con tanta calma e precisione a togliere le buccette. Ancora non sono riuscita a replicarla così bene.
Ringrazio la mia famiglia per avermi donato tantissime cose, insegnamenti ed esperienze; ringrazio anche per tutti questi meravigliosi ricordi che serbo nel mio cuore come un tesoro. 💓



domenica 8 novembre 2020

Birra fatta in casa

Durante la scorsa quarantena abbiamo cercato lo stesso di tenerci attivi facendo cose, reinventandoci e creando attività.
Tra tutte queste cose abbiamo tentato anche il seguente esperimento: fare la birra in casa.
Ci si è aperto un mondo che non immaginavamo. Ci sono un sacco di siti e di forum di amanti birrai che proprio non ne avevamo idea. 
Questa cosa ci frullava per la testa da un po' ma non l'avevamo mai intrapresa perché bisogna starci dietro e prende tempo, solo per lavare bene le bottiglie e sanificare ovviamente ci vuole parecchio tempo e pazienza. Inoltre quando è arrivato il momento si deve imbottigliare e bisogna mettersi al momento giusto, non è possibile dire lo faccio domani.
Ovviamente essendo neofiti ci siamo approcciati alla novità con un kit già preconfezionato e con la minima attrezzatura che serviva. I risultati che si ottengono con i kit, dicono sui siti di birrai provetti, sono considerati medio / bassi. Però direi che per noi il risultato è stato apprezzatissimo da noi e dagli amici con cui abbiamo avuto modo di brindare quest'estate (a distanza di sicurezza) in quanto è stata giudicata buona. 
Poi si vedrà, facendo esperienza e imparando potremmo un domani aumentare la difficoltà andando oltre al kit per risultati sicuramente più rischiosi ma di qualità più elevata.
Abbiamo quasi finito le bottiglie preparate, giusto nel nuovo lockdown. Con una lattina di preparato del kit ne escono infatti 23 litri, bisogna considerare poi che la birra appena fatta deve fermentare e maturare. Quindi ora ne prepariamo un altro tipo, sempre del kit. 
Esperienza davvero carina e ottima nel risultato, che da soddisfazione, come tutte le cose che fai da solo!!!
Per chi ama la birra e ha voglia e tempo consigliatissima come esperienza.




mercoledì 15 aprile 2020

La vita e la morte

Meravigliosa riflessione...
Di solito nella nostra società non si parla della morte e in questo periodo invece se ne parla parecchio, è visibile ed è al centro di tutto.
La quarantena serve appunto a rallentare i contagi per permettere le cure a chi ne ha bisogno, per evitare di ingolfare il sistema sanitario e quindi per far diminuire la mortalità.
In questo periodo inoltre ognuno sa di essere mortale, si acquisisce la consapevolezza che si può morire.
Vinicio Capossela in un video su fb ne parla davvero in maniera perfetta.
Siamo in un tempo sospeso, in un tempo di attesa, che nella ritualità cristiana è rappresentato dalla Quaresima.
Oggi con la quarantena ci troviamo a vivere sospesi, in attesa. Ci troviamo in un tempo dilatato.
L'ottimismo obbligatorio del consumismo che porta a vivere la vita 'a noleggio' si contrappone alla consapevolezza della morte; la quarantena ci ricorda che siamo mortali.
Questa consapevolezza ci può portare realmente a cercare di vivere una vita in maniera piena.
Da sempre io cerco di arrivare da viva alla morte e non di vivere da morta.
Capossela esprime questo mio pensiero meglio di me.
Altra riflessione è sull'esistenza della morte, non si resuscita senza morte, la vita e la morte sono indissolubilmente legate, ma nella nostra società non bisogna pensarci.
Così però si rischia oltre a non vivere appieno, anche di non mettere a posto i propri conti, di non arrivare preparati.

Vi lascio il link:
https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=10157522542939272&id=43366899271&fs=0&focus_composer=0

martedì 24 marzo 2020

Tristezza

Sono sconquassata dalla notizia della perdita di una bella persona, stava lottando da tempo contro una brutta malattia con una forza inaudita e il sorriso sempre sulle labbra.
Sembrava finalmente sulla strada in discesa e invece...
Il suo coraggio mi è stato d'esempio nella mia lotta, e la sua positività mi ha rincuorato come non mai.
Prima solo colleghe poi il destino ci ha avvicinato in una simile lotta per la nostra salute.
Ci siamo ritrovate più vicino proprio in un momento cruciale della nostra vita, combattendo un male comune su fronti diversi. Ci siamo fatte coraggio a vicenda spesso a distanza ma vicine allo stesso tempo.
Addio Elide.

domenica 22 marzo 2020

Emergenza e stress

Mai come adesso serve restare sani di corpo ma anche di testa. Risulta difficile riconoscere e gestire lo stress. Il benessere psicofisico è da non sottovalutare.

https://www.psy.it/psicologicontrolapaura-una-guida-antistress-per-i-cittadini.html

martedì 17 marzo 2020

Accendo il mio balunetto!


Quest'anno voglio accendere il mio balunetto come tutti gli anni, ma vorrei che la sua luce sia visibile al maggior numero di persone in un periodo così difficile.
La Madonna apparve a Savona durante una guerra, quella contro Genova, e chiese misericordia e non giustizia.
In questi giorni, noi siamo in guerra contro un nemico infinitamente piccolo ma infinitamente pericoloso e infido.
Dobbiamo farci forza e coraggio, solo con lo sforzo di tutti si potrà arrivare ad evitare un contagio collettivo, è difficile ma non così impossibile.
Non è tempo di essere egoisti e di non seguire le regole.
È tempo di essere uniti anche se distanti. Di darci la mano senza darcela.
Solo così andrà tutto bene.



mercoledì 9 ottobre 2019

Cinque minuti al tiggggiiiì!!!

La Parodi ha fatto scuola con la sua rubrica 'cinque minuti al tg!'.
Quello che lei fa nel suo programma è quello che più o meno finisco per fare io quasi tutte le sere.
Pur di portare a tavola qualcosa di diverso dalla solita pasta o dalla solita bistecca ai ferri mi ritrovo a fare i salti mortali, cucinando quel piatto per i quale ci vorrebbero due ore, concentrando il tutto in un'oretta scarsa (compresa la cottura!).
E a volte manco raccogli il giusto tributo dalla famiglia che non ha fame o 'mamma non piace'.
Oppure finisci a cimentarti per quella ricetta che dovrebbe essere pronta in cinque minuti, a detta del libro di ricette o dell'amica o del programma TV, ma che manco Spidy Gonzalez riuscirebbe a fare in cinque minuti!
Sicuramente quello che faccio io lo faranno mille e più mamme che lavorano a tempo pieno con la voglia di cucinare e non la solita minestra tutti i giorni.
Per cui stasera in quattro e quattr'otto ecco qui una lonza di maiale al forno con patate e carote.
Le carote mi sono rimaste un po' grille ma .. buonissimo!! E in tavola i piatti per fortuna  sono stati svuotati e ripuliti a dovere!


venerdì 27 settembre 2019

Ecologia, questa sconosciuta

Oggi, proprio oggi, giornata in cui gli studenti scioperano per il clima, una giovane donna, che però non era una studentessa, attraversando la strada butta per terra tre scontrini accartocciati che aveva in tasca.
Quando la incrocio le dico candidamente 'Scusa ti è caduto qualcosa dalla tasca' e lei tranquillamente 'Signora è solo carta' allora, trattenendo a stento sdegno e rabbia, le ribatto 'Ah, allora non si butta per terra'.
Di solito uno potrebbe iniziare a pensarci un attimo oppure gli potrebbe venire in mente di raccogliere quanto ha 'volontariamente' buttato per terra, ma questa simpatica persona mi ha girato le spalle e ha continuato a percorrere la sua strada come nulla fosse.
Mi fermo, raccolgo e butto i tre scontrini nel cestino che, tra l'altro, era proprio lì all'incrocio, a neanche un metro di distanza dalla 'solo carta' buttata per terra.
Il tutto tra la normalità di chi passava.
Se non ci si indigna, se non si fa capire che quanto fatto è sbagliato per noi e per l'ambiente nulla cambierà.
Mi chiedo: chi butta rifiuti in giro lo fa anche a casa sua? O se lo facesse un altro componente della famiglia, o un amico ospite, nessuno gli dice nulla?
Immagino di no.
Non vedo dove non ci sia differenza.
La Terra è la nostra casa, se abbiamo cura della nostra casa perché non abbiamo cura della nostra Terra?
Indignatevi, sdegnatevi, protestate, agite!
Agite nella vostra vita, ogni giorno, dalle piccole cose, nelle piccole abitudini.
Non solo scioperi, non solo parole, ma anche fatti servono a questo povero mondo maltrattato e (cosa che non capiamo) a noi, che sopravviamo grazie a lui.


venerdì 13 settembre 2019

Consapevolezza

Mia mamma ogni tanto mi diceva 'lo capirai quando sarai madre!' io non capivo, avevo il mio punto di vista di figlia e mi era incomprensibile il suo.
Con tutto il bene che le potessi volere, con tutta l'empatia che ci potessi mettere mi era impossibile comprendere appieno. 
Era inimmaginabile vedere anche 'l'altro lato della medaglia', il suo lato della medaglia.
Così come non potevo capire il delicato rapporto tra mamma e figlia e mamma e altra figlia.
Ho scoperto aspetti dell'essere figlia diventando mamma.
Però ho anche scoperto aspetti dell'essere primogenita o secondogenita dell'essere la mamma di due.
C'è qualcosa di magico in questo.
Forse il detto 'camminare nelle scarpe dell'altro' oppure 'prima di giudicare una persona cammina tre lune nelle sue scarpe' è proprio vero.

venerdì 6 settembre 2019

Marmellata di pesche e convinzioni

Che cosa bolle in pentola?


Una mia amica mi ha regalato un'intera cassetta di pesche del suo orto. Di quelle pesche piccole e brutte ma super buone e soprattutto davvero bio. Quelle che non si comprano nel negozio perché la gente non comprerebbe in quanto bruttine...e non sa cosa si perde...
Io non sono ancora abituata alla frutta e verdura super bella, senza alcun difetto, senza sporco e senza animaletti nascosti dentro, identica anche nella misura ma ahimè senza gusto. Non riesco a mangiare una pesca che sappia poco di pesca o addirittura che non ne sappia proprio, né un pomodoro o una fragola che non abbia il gusto di pomodoro o fragola.
Comunque, tornando alla cassetta di pesche, erano davvero troppe e alcune erano toccate e ammaccate, pur essendo ancora mangiabili ma nel giro di pochi giorni non lo sarebbero più state. La mia amica al mio 'ma sono troppe non riusciamo a mangiarle tutte!' mi suggerisce di fare la marmellata.
E io sbigottita. 
'Come la marmellata di pesche????'
In pratica in casa mia si è sempre fatta la marmellata in casa...ma di albicocche, prugne, susine... Mia suocera la fa anche di pere, ciliegie e fragole... 
Per cui per mia fortuna ho sempre avuto il rifornimento di buona marmellata fatta in casa!!
Le poche volte che ho comprato la marmellata l'ho presa di albicocche, fragola o frutti di bosco.
Mai mi sono soffermato sui gusti delle marmellate negli scaffali dei supermercati.
Mia mamma, quando poi le chiedo, serafica mi risponde 'Certo che si può fare e so anche come, ma non l'ho mai fatta perché essendo più acquosa deve bollire più delle altre, però è molto buona!'.
Ecco una mia convinzione che si è sfatta.
Meno male che sono dell'idea che fino alla fine si può imparare cose nuove e che a volte quel che si crede spesso non è!!

Così, ecco cosa bolle in pentola!
E quattro bei vasetti ne sono venuti oltre a tutte le pesche mangiate così come erano.


mercoledì 11 gennaio 2017

Un anno

È passato un anno e non mi sembra vero. È passato un anno e non mi sembra possibile. Il dolore è meno sordo ma è sempre lì, il ricordo non è più una pugnalata al cuore ma è come una pungolata al cuore, il respiro non si ferma ma finisco per trattenerlo per un attimo, le lacrime, quelle, ci sono sempre. Sarai sempre nel mio cuore e nei miei pensieri. Sarà sempre dolce e doloroso assieme ed è giusto che sia così.

domenica 25 dicembre 2016

Natale

Natale è passato..quasi..giornata intensa..bella ed emozionante...gioiosa e triste...
Mi sono ripromessa di essere felice, che lui non mi vorrebbe vedere triste, in certi momenti è stato facile, in altri molto meno. Lo ammetto sono anche crollata ma forse le lacrime a qualcosa servono, quando il dolore è troppo e il cuore non lo contiene le lacrime lo portano via. Il dolore diminuisce come se uscisse, portato via dalle lacrime. Ho anche riso. Felice, allegra per davvero.
Gioia e tristezza, due facce della stessa medaglia, necessarie entrambi, non può esistere l'una senza l'altra. Sono state entrambe presenti oggi. Ci sta tutto. L'ho accettato e l'ho vissuto senza timori.
Ho vissuto appieno questa giornata, assaporandola, ricordando e immagazzinando nuovi ricordi che spero resteranno indelebili. Natale, i miei cari, so cosa ho perso ma ho ancora tanto per cui gioire. Ho celebrato l'amore, Natale forse significa questo.

giovedì 8 dicembre 2016

Un anno fa...

E anche oggi è volato, è passato tra gioia e tristezza. Abbiamo fatto l'albero e ho pensato all'anno scorso, a quanto è cambiata la mia vita.
A volte la tua vita procede sugli stessi binari per anni senza grosse deviazioni, altre volte decidi e cambi, altre ancora hai ben poco da decidere, qualcosa cambia e tu devi adeguarti. A volte il cambiamento è dietro l'angolo che ti aspetta e ti sorprende, altre volte sai che qualcosa cambierà ed hai tempo per organizzarti.
Fare l'albero mi ha fatto pensare; l'anno scorso oggi ero ad Atene, la mia piccola aveva avuto il suo battesimo dell'aria, mi stavo riprendendo da un brutto periodo, c'era ancora un uomo speciale nella mia vita ma c'era una folletta in meno.... la vita è strana.

domenica 6 novembre 2016

L'inevitabilità del cambiamento


I cambiamenti sono inevitabili, nulla è per sempre, e in fondo è un bene che sia così.
Tutto immutabile mi sembra assurdo e forse alla fine noioso. Ma ci aggrappiamo a questa folle idea e a questo desiderio che nulla cambi. Così quando inevitabilmente accade ci troviamo senza capacità di affrontare la sfida che ci si pone davanti. Io per prima.
Alcuni cambiamenti derivano da scelte fatte, a volte con risultati assolutamente inaspettati, altri sono imposti dal destino.
Il cambiamento può portare cose buone nella propria vita, possono essere scelte od opportunità colte o cose capitate positive. Oppure può portare a cose brutte, scelte sbagliate, perdita del lavoro, della persona amata o perdite di persone care.
Quando qualcosa cambia in negativo è complicato e diventa difficile affrontare e superare la cosa. Mi chiedo se sia davvero possibile superare completamente alcune cose.
Quando mi trovo ad affrontare un cambiamento non mi spiace, a volte li ho voluti e cercati, altre volte li ho accettati di buon grado, ma quando questi portano alla perdita di una persona cara faccio molta fatica ad accettarli e a superarli.
Insomma non li posso cancellare. Mi segnano profondamente. Posso solo andare avanti con le mie cicatrici che mi ricorderanno per sempre non solo di quanto avvenuto, ma anche dell'essermi rimessa in piedi e rialzata per tornare a questa folle e meravigliosa corsa chiamata Vita.